domenica 8 dicembre 2013

Grazie ad Alberto Salza

Grazie
Sono contento per il pomeriggio trascorso insieme, deluso però dalla scarsa affluenza di pubblico iniziale, poi migliorata, purtroppo è sempre difficile trasmettere e comunicare qualcosa che si crede importante.
 Rimango in fondo contento.

Non è stata una conferenza, qualcosa di più bello, sono stato ad  un incontro semplice, quasi a braccio, senza quelle regie formali che di buono hanno solo il costume e l'apparenza, avevo preparato due righe per introdurre Alberto Salza, due righe che credo valgano comunque la pena di essere lette, per rimpiangere la scomparsa di persone importanti.


Buon pomeriggio a tutti e grazie per essere qui, ringrazio l’amministrazione comunale che ha patrocinato questa importante iniziativa del Gasbioleggio.
Ringrazio anche il gentile Sig. Salza che si è recato fin qui nonostante l’influenza che ha contratto appena tornato dall’Africa settimana scorsa.
Ringrazio anche il direttore del Quotidiano on-line BTB-oresette, il sig Domenico Megali, che mi ha cortesemente fornito il contatto e-mail del sig. Salza.
Bene, dopo la lettura della trilogia sulla disumanità dell’antropologo, credo di aver capito una cosa tra le tante differenze culturali sparse per il pianeta: oggi, non sono più sicuro che la fortuna o la sfortuna esistano, o meglio, se esiste la fortuna, allora fortunato è colui che vive dove non c’è un conflitto armato.
Decine di migliaia di persone che scappano da situazioni per noi difficili solo da immaginare, e si spingono rischiando la vita alla ricerca di un posto migliore dove vivere, in cerca di speranza, oggi non le posso più biasimare.
Possediamo tutti un telefono cellulare, lo abbiamo tutti in tasca? Il sig. Salza non possiede un telefono cellulare, perché ha conosciuto personalmente le sofferenze che esistono dentro ad un semplice e apparentemente innocuo telefonino.
Spero con l’aiuto e la disponibilità di quest’amministrazione comunale, di avviare un cineforum qui a Mezzomerico, per proiettare alcuni documentari, ad esempio il documentario L’incubo di Darwin, citato egregiamente nel suo ultimo libro Eliminazioni di massa.
Orazio, si parla di 2000 anni fa, in alcune sue epistole scriveva: all’avaro manca sempre qualcosa; poni un limite fermo alle tue voglie.
Forse, questo pomeriggio, proveremo a mettere un limite fermo alla nostre voglie, cercando di ricordare che siamo tutti indirettamente responsabili di ciò che accade nel mondo. Anche se le persone scompaiono, è nostro dovere tenere in vita l’impegno contro le diseguaglianze tra gli esseri umani, come faceva Nelson Mandela. 



giovedì 5 dicembre 2013

Alberto Salza Mezzomerico 7 dicembre 2013

















C.M.
 Egregio signor Alberto Salza, mi chiamo Carlo Magnaghi e la contatto per invitarla a presentare il suo libro Niente. Tempo fa, ascoltando Radio Capital dove si argomentava sulla pubblicazione del suo libro, incuriosito, non ho resistito e mi sono imbattuto nella lettura.
Ho avuto la fortuna di viaggiare con zaino in spalla per il mondo durante le ferie in agosto e posso solo, con umiltà e rispetto, commuovermi per le sue esperienze; le ingiustizie che nessuno vuole vedere perchè è più facile fregarsene che ammetterne l'esistenza.
Oggi faccio parte di un gruppo di acquisto solidale GasbiOleggio http://gasbilancioleggio.wordpress.com/ , dove oltre agli acquisti etici, cerchiamo di affrontare molti argomenti di attualità, tra cui la povertà. Ci farebbe piacere averla come ospite nella nostra realtà quotidiana, ne saremmo orgogliosi, così potrebbe presentare il suo manoscritto intervenendo sul tema della povertà generata soprattutto dallo stile di vita occidentale.
Ho ricevuto il suo indirizzo e-mail per gentile cortesia del direttore del giornale on-line btb.oresette.it , dove sono ospitati i post del mio blog "un metalmeccanico in rete" http://carlettom.blogspot.it/ , c'è anche un post, che ho fatto in tempi non sospetti, che racconta di lei, spero che le sia gradito.
Con i miei bio-pensieri cerco di ragionare e maturare, sperando che qualcuno condivida lo spirito, rileggo i miei post a distanza di tempo per capire se riesco a sconfiggere la mia ipocrisia.
Certo di un a sua risposta, la saluto imbarazzato.
Carlo Magnaghi


A.S.
Perbacco Magnaghi, dovrei essere io a sentire imbarazzo! La ringrazio comunque dell'attenzione, ormai propria solo di chi lo zaino lo porta per davvero. Da parte mia, dopo Niente ho concluso una sorta di Trilogia della Disumanità con Bambini perduti (infanti e giovanissimi che non vogliono più vivere assieme agli adulti) ed Eliminazioni di massa. Tattiche di controgenocidio. Non andrò a leggere il suo post, non serve. Sarò in compenso davvero onorato di venirvi a trovare. Il guaio è che sono sempre sul punto di ripartire verso l'Africa dove sto lavorando a un programma di riabilitazione culturale di una piccola comunità del Kenya settentrionale, sul lago Turkana (si riveda l'inizio di Niente e, per favore, dia un'occhiata a www.elmolo-renaissance.com, se il sito è stato riaperto). Se mi riscrive, metta qualche data possibile per il nostro incontro (non serve che si presentino i miei libri, mi creda) e vedrò cosa posso fare. Un saluto a tutti.
Alberto Salza


C.M
La ringrazio per la sua disponibilità, spero di poterla conoscere al più presto, intanto le chiedo, perchè sono curioso: come stanno procedendo i lavori di costruzione del centro polifunzionale sul lago Turkana? Bel problema la diga Gibe III.
Spero che si riesca nel più breve tempo possibile (ci vorranno anni presumo, da ignorante) a misurare il Progetto, ora che lo avete definito, (ho letto progetto metodologia nel sito)
Complimenti a tutti i collaboratori


A.S. 
Buongiorno Magnaghi, meglio tardi che mai. Finalmente ho date certe per la mia missione in Africa: partiamo il 17 di settembre, con ritorno il 25 di novembre (Gibe permettendo e misurazioni effettuate, in qualche modo più creativo dei soliti indicatori della cooperazione). Dopo di che, dal primo dicembre, sarò a vostra disposizione (salvo qualche data in cui mi rifileranno certamente degli impegni). Per il titolo del nostro eventuale incontro, non saprei: al momento sto lavorando sul concetto di complementarietà tra le persone e i mondi. La povertà è globalizzata, non gli orizzonti per uscirne. In Sud Sudan, un ragazzo sopravvissuto alla guerra civile ci ha detto: «Povero è colui che non può aiutare e non può più essere aiutato». Niente beni materiali: solo relazioni. La relazione controlla la valenza del denaro e incrementa la produzione, materiale e culturale, tramite un “cablaggio” di quattro “fili”: condivisione, reciprocità, compatibilità e, soprattutto, complementarietà. Ognuno di essi è di per sé debole: l’intreccio potrebbe funzionare. per quanto riguarda la sobrietà, vi offro un apologo da parte di un agnostico:

Il Buon Samaritano non avrebbe potuto medicare il malcapitato se non avesse posseduto olio e vino; non avrebbe potuto portarlo all’albergo se non avesse posseduto una cavalcatura; non avrebbe potuto pagare l’oste se non avesse posseduto denari. Se fosse stato un pauperista, avrebbe solo potuto assisterlo mentre moriva. Francescanamente.

Sono un bel rompiballe, no? a presto.
Alberto Salza

C.M.
Non vedo l'ora di ascoltarla, più che rompiballe interessante direi,
a presto
Carlo Magnaghi

mercoledì 4 dicembre 2013

La decrescita: una sfida per il futuro

Ieri  pomeriggio, 3 dicembre, presso il  Centro Congressi Ville Ponti a Varese, nella Sala Napoleonica, ho partecipato al convegno organizzato da KIWANIS Varese, Università dell'Insubria, ordine dei Consulenti del Lavoro di Varese e A.N.C.L. U.P. di Varese. Tema : la  Decrescita.
Dopo il saluto di apertura del presidente Kiwanis Varese Alfonso Carollo, si è entrati subito nel vivo del dibattito caratterizzato da un altissimo livello culturale, con un  ospite molto particolare, Serge Latouche, economista , filosofo e scrittore; Professore emerito presso la facoltà di Giurisprudenza, Economia e Management dell'Università di Jean Monnet di Parigi. Sono rarissime in Italia le occasioni dove poter ascoltare il Prof. Latouche. Come moderatore il Prof. G. Armocida dell'Università dell'Insubria. A presentare il Direttore dipartimento di Economia Università dell'Insubria M. Rocca  che ha introdotto  le relazioni di altri illustri ospiti, i  docenti L. Carbone, Unisalento Lecce, con moltissime citazioni letterarie, il sintetico ma efficacissimo profilo giuridico di  L.R. Perfetti dell'Università degli studi di Bari e  M. Spanò,  del dipartimento di economia dell'Università dell'Insubria. Pregevole e coinvolgente, oltremodo pragmatico, l'intervento del Prof. C. Bonvecchio che ci consiglia <...o decresciamo, o finiremo col fare la guerra!>

Serge Latouche, nella sua lectio magistralis  presenta in modo chiaro lo "slogan" della decrescita, l'unica  alternativa  al paradigma culturale che ci pervade ormai da troppi anni, l'ossimoro della crescita, che ci sta letteralmente rovinando. Sono 8  le "R"  che le politiche degli stati democratici dovrebbero avere come riferimento: Rivalutare, sopratutto i rapporti con la natura e non predarla come stiamo depredando;  Riconcettualizzare; Ristrutturare; Ridistribuire, sopratutto i redditi; Rilocalizzare, ritrovare cioè il senso di vivere localmente e non globalmente; Ridurre; Riutilizzare, uscire dalla mentalità dell'usa e getta; Riciclare.

Oltre il dibattito, nutrito di elementi importanti, sono emerse alcune considerazioni tra i relatori che mi hanno più colpito. <Purtroppo>, dice G. Amorcida,  <la mia  generazione, nata prima della metà del secolo scorso come quella del Prof. Latouche,   è stata si ricca e fortunata, piena di sogni e traguardi, ma oggi ci lascia delusi...> gli adulti di oggi sono assenti e le nuove generazioni, che dovrebbero imporre il loro paradigma culturale, imporsi generazionalmente sui padri,  sono per lo più molli ed assenti. Una rivoluzione culturale ci vorrebbe ma con quali ambizioni?, mi domando io, semplice metalmeccanico; in risposta alla mail che ho inviato per partecipare al convegno e durante la registrazione dell'evento, mi domandavano le gentilissime signore organizzatrici:  "lei è un dottore o un avvocato?", come se la decrescita possa solo interessare ed abbracciare un ambito culturale medio alto.  Quali ambizioni possono avere i giovani, me compreso, se il futuro si prospetta sempre più nero?, più che un travaso di bile e tirare fuori la grinta, come chiedeva il colto Prof. C. Bonvecchio,  mi si stringe lo stomaco. Sono preoccupato nello scoprire che negli ultimi cinquant'anni si sono combinati i disastri più devastanti che il genere umano possa aver mai commesso, compromettendo quasi irrimediabilmente il futuro di tutti, secondo le previsioni di molti studiosi. Cosa dico ai miei figli di dieci e quattro anni: <dobbiamo decrescere, cari bimbi,  il genere umano  è andato fuori  giri!> va bene!  sintetizzando: mi  sono costruisco la casa da solo, coibentandola al massimo, mi riscaldo  con una efficiente stufa ad accumulo termico a legna, ho installato il fotovoltaico,  faccio acquisti equo e solidali e la raccolta differenziata spinta,
coltivo l'orto e non guardo la TV, ma questo non contrasta il "potere invisibile" dei banchieri senza scrupoli perchè ancora troppo   poche le persone che  sono diventate resilienti come me.
I  pensionati sono abbronzati, e i giovani senza lavoro sono incazzati e frustrati: se devono fare una nuova rivoluzione culturale devono chiedere gli spiccioli ai propri genitori, oltre  la ricarica del videofonino che li sta rincitrullendo come la televisione ha rincitrullito negli anni ottanta i genitori. La storia che si ripete. Cosi' non si va lontano, anche perchè è la decrescita che dice di mettere l'intelletto davanti allo stomaco, e allora propongo " non, armiamoci e partiamo" ma, acculturiamoci ed accontentiamoci che la vita è una sola! Indipendentemente dalla funzione sociale che ognuno di noi svolge nella società in cui vive. Purtroppo  il modello imposto della crescita illimitata piace alla massa e differenzia le persone; tra metalmeccanici ed avvocati non vi è alcuna differenza? o si?  l'Uomo non possiede gli anticorpi per le stronzate pubblicitarie, solo attraverso la cultura si potrebbe cambiare strada, o attraverso una rivoluzione, ma quale? se alla massa comunque piace il bunga bunga, piace solo ai metalmeccanici o anche ai dottori?
 Nulla è permanente dice il Dalai Lama, dove c'è un inizio c'è anche una fine, anche il genere umano cesserà di esistere un giorno. Un giorno, anche io  sarò lungo e disteso e secco, come le mummie egizie che ho visto la scorsa estate al Museo Egizio di Torino. La  morte crea differenza tra operai e laureati?
Cerchiamo di vivere intensamente la vita in modo sobrio, quindi,  in modo intelligente, imparando dagli errori di tutti, cercando di essere il cambiamento che vorremmo, incoraggiando la regola d'oro del Kiwanis : " fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te!"  , ricordando le 8 "R" della decrescita di Serge Latouche.
 Siamo tutti essere umani che ambiscono alla felicità, ma  questa felicità, non è in relazione alla funzione sociale. Operai, studenti ed avvocati decresciamo tutti, saremo sicuramente più felici!

carlo magnaghi

domenica 24 novembre 2013

Guardare una donna e non vederla

Papà, ma dov'è la mamma?
Se ne è andata!
Ma poi torna? Non è vero? Papà?
...

Quando guardiamo una donna, proviamo a pensare che molto probabilmente ha sofferto e pianto nella sua vita; domandiamoci allora chi  ha asciugato le sue lacrime, quelle dentro, quelle che non si vedono, quelle dietro ad ogni suo sorriso.
E chi l'ha fatta piangere.

domenica 10 novembre 2013

Collaboriamo?

Genitori, docenti, dirigenti scolastici, personale ATA, dipendenti comunali: collaboriamo? 

Certamente,  voglio evidenziare nuovamente la reale opportunità di approfondire il tema del risparmio energetico a scuola.  Tema che mi sta molto a cuore perché il risparmio energetico sarà una, tra le tante, delle principali strategie per mitigare gli effetti dei mutamenti climatici che già si manifestano palesemente anche sul  territorio italiano.  Forse Diecimila morti per il passaggio del tifone Haiyan, ma finchè è a migliaia di chilometri.... a casa nostra si sta al calduccio. vero?
 Prima le nuove generazioni  parteciperanno attivamente e consapevolmente alle tematiche ambientali meglio sarà per tutti, perché è del loro futuro che si sta parlando.

E’ tutto molto chiaro qui   www.cev-progettalenergia.enea.it
Per supportare l’idea di quanto è possibile fare con poco impegno, lo si può leggere qui nell’articolo del giornale Genova24.it         http://www.genova24.it/2013/05/progetta-lenergia-il-tg-della-scuola-secondaria-di-pegli-vince-il-concorso-nazionale-50844/
La Commissione Europea, in occasione della Settimana Europea dell’Energia, ha lanciato il Patto dei Sindaci, con lo scopo di coinvolgere le comunità locali ad impegnarsi in iniziative per ridurre del 20% le emissioni CO2, aumentare del 20% il livello di efficienza energetica e aumentare l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabili attraverso l’attuazione di un Piano d’Azione che preveda tempi di realizzazione, risorse umane dedicate, monitoraggio, informazione ed educazione.
 Uno tra i tanti obbiettivi specifici della campagna Energia sostenibile per l’Europa sono assicurare un alto livello di sensibilizzazione, comprensione e sostegno dell’opinione pubblica .

Per questi motivi, credo validissimo possa essere, il supporto per le scuole che i comuni  potrebbero e dovrebbero fornire sotto il profilo della formazione nonché  la fornitura di elementi utili al fine di elaborare il progetto promosso dal MIUR, consorzio CEV e Patto dei Sindaci. www.cev-progettalenergia.enea.it

Spero che tra i lettori ci sia qualche dirigente, docente e/o genitore, (in molti siamo genitori), lungimirante che con intelligenza possa informarsi e applicarsi.

Anche se le scuole non  dovessero aderire al bando di concorso, con in palio fino a 3000 euro al primo classificato, la possibilità e le esperienze che maturerebbero negli alunni perchè negarle?

Chiunque dovesse avere dei dubbi per quanto sto riportando, prego cortesemente di leggere il V e ultimo rapporto dell’ IPCC  (Intergovernmental Panel on Climate Change)  e confutare quanto condividono gli scienziati nel mondo http://www.nimbus.it/articoli/2013/130927rapportoIPCC.htm

Importante , magari organizzata da qualche  Comitato Genitori in qualche aula video di qualche scuola, la visione del film documentario  Una scomoda verità  http://it.wikipedia.org/wiki/Una_scomoda_verit%C3%A0  di Al Gore , ex Vicepresidente deli Stati Uniti, che per gli impegni nella difesa dell’ambiente è stato insignito nel 2007 con il Nobel per la pace.

Purtroppo, come da mia esperienza diretta nel consiglio di istituto nella scuola di mia figlia, non interessa l'argomento, e la speranza di mitigare i mutamenti climatici, si disidrata al sole. Cinismo a parte, ma mi piacerebbe sapere se un tifone dovesse prendere forza nel Mediterraneo, e mietere 10.000 europei in poche ore, quanti si interesserebbero ai mutamenti climatici ed al risparmio energetico? Investire oggi nel risparmio energetico creerebbe posti di lavoro? Si potrebbe rilanciare l'economia italiana? Si, ma non ci sono soldi mi si può obbiettare. La risposta più semplice per gli scettici? Prevenire è meglio che curare, sono inimmaginabili i costi sociali ed ambientali dopo il passaggio di un tifone come Haiyan, non è opinabile.
Questione di intelligenza,  persone intelligenti ne incontro sempre meno.
http://www.autocostruzionesolare.it

Carlo Magnaghi


domenica 20 ottobre 2013

Onestà intellettuale

Tratto dal libro  I nuovi limiti dello sviluppo Meadows Donella Meadows Dennis Randers Jorgen , Mondadori editore.

Pagg.  325-328

Nessuno di noi ha la verità in tasca. Ma spesso riusciamo a riconoscere una menzogna, quando ne udiamo una. Molte menzogne sono deliberate, e tanto chi le proferisce quanto chi le ode le comprende come tali. Vengono dette per manipolare, per tranquillizzare, per allettare, per rimandare un'azione o per giustificare un atto di egoismo, per acquisire potere o per mantenerlo, o anche per negare una realtà scomoda.
 Le menzogne distorcono il flusso delle informazioni. Un sistema non può funzionare come si deve se i suoi flussi informativi vengono inquinati da menzogne. Uno dei principi fondamentali della teoria dei sistemi, per ragioni che speriamo di avere chiarito in questo libro, è che le informazioni non dovrebbero essere distorte, ritardate o bloccate.
 <Tuttavia l'umanità è in pericolo> ebbe a dire Buckminster Fuller  < se ciascuno di noi non ha il coraggio, d'ora in avanti, di dire tutta la verità, e di farlo al più presto - adesso-.> Ogni volta che parlate a qualcuno, per strada, al lavoro, rivolgendovi a una folla o a un bambino, avete modo di combattere una menzogna o affermare una verità.
Potete negare l'idea che possedere di più renda migliori; potete mettere in dubbio il principio che se i ricchi diventano più ricchi anche i poveri se ne avvantaggiano. Quanto più si riesce a combattere  la disinformazione, tanto più facile sarà cambiare la nostra società.
 Quello che segue è un elenco di pregiudizi, semplificazioni, trappole verbali e falsità che abbiamo incontrato spesso nelle nostre discussioni sui limiti della crescita. Riteniamo che queste diffuse convinzioni debbano essere segnalate e accuratamente evitate, se si vuole ragionare con chiarezza sull'economia umana e sulla sua relazione con un pianeta finito.

NON: Chi lancia un allarme sul futuro è un profeta di sventure.
MA: Chi lancia un allarme sul futuro indica la necessità di cambiare strada.

NON: L'ambiente è un lusso, una domanda in competizione con altre, un bene che la gente acquisterà se, se lo potrà permettere.
MA: Dall'ambiente discendono ogni forma di vita e ogni attività economica. I sondaggi d'opinione dimostrano che la gente è disposta a pagare di più per avere un ambiente salubre.

NON: Il cambiamento è sacrificio
MA: Il cambiamento è sfida, ed è necessario.

NON: Fermare la crescita impedirà ai poveri di uscire dalla loro condizione.
MA: Sono l'avarizia e l'indifferenza dei ricchi a mantenere i poveri nella miseria. I poveri hanno bisogno che tra i ricchi si sviluppino nuovi atteggiamenti; dopo di che si potrà pensare a form di crescita adatte specificatamente ai loro bisogni.

NON: Ogni paese al mondo dovrebbe essere portato al livello materiale dei paesi più ricchi.
MA: Non è possibile che tutti raggiungano i livelli di consumo materiale di cui godono oggi i ricchi. Ognuno dovrebbe essere messo nelle condizioni di soddisfare i suoi bisogni materiali primari. Al di là di questo livello, i bisogni materiali -di tutti- dovrebbero essere soddisfatti solo se è possibile farlo entro limiti di un'impronta ecologica sostenibile.

NON: Ogni crescita è buona - non c'è spazio per dubbi, distinzioni, analisi.
NEMMENO: Ogni crescita è cattiva.
MA: Ciò che occorre non è la crescita, ma lo sviluppo. Nella misura in cui lo sviluppo implica una'espansione fisica, questa dovrebbe essere equa, accessibile e sostenibile ( tenendo conto di tutti i suoi costi).

NON: La tecnologia risolverà ogni problema.
NEMMENO: La tecnologia non fa altro che creare problemi.
MA: Abbiamo bisogno di incoraggiare tecnologie che riducano l'impronta ecologica, accrescendo l'efficienza, potenzino le risorse, migliorino i segnali e pongano fine alla povertà materiale.
INOLTRE: Dobbiamo affrontare i nostri problemi in quanto esseri umani e dare un apporto che vada oltre la mera tecnologia.

NON: Il sistema di mercato ci darà automaticamente il futuro che vogliamo.
MA: Dobbiamo essere noi a decidere il futuro che vogliamo, Dopo di che, possiamo utilizzare il sistema
di mercato, al pari di molti altri sistemi organizzativi, per realizzarlo

NON: L'industria è la causa (o la cura) di tutti i mali.
NEMMENO: Lo Stato è la causa (o la cura).
NEMMENO: Gli ambientalisti sono la causa (o la cura)
NEMMENO: Qualunque altro gruppo- vengono in mente gli economisti- è la causa 8 o la cura).
MA: Tutte le persone e tutte le istituzioni svolgono un ruolo all'interno di una più ampia struttura sistemica. In
un sistema strutturato per produrre il superamento dei limiti, tutti gli attori, volenti o nolenti, contribuiscono
a quell'esito. In un sistema strutturato per la sostenibilità, tutti contribuiscono a essa: industrie, governi,
ambientalisti e, più di ogni altro, economisti

NON: Pessimismo senza scampo.
NEMMENO: Vacuo ottimismo.
MA: Determinazione a dire la verità sui successi e fallimenti del presente, così come sulle opportunità e gli ostacoli del futuro.
E SOPRATUTTO: Coraggio di riconoscere e sopportare le sofferenze del presente, tenendo al tempo stesso lo sguardo rivolto verso un futuro migliore.
NON: Il modello World 3, o qualsiasi altro modello, è giusto o sbagliato.
MA: Tutti i modelli compresi i nostri modelli mentali, sono giusti (in piccola parte), sbagliati ( in gran parte) e troppo semplici (sempre). Come fare per mettere alla prova i nostri modelli e scoprire in cosa sono nel giusto e in cosa sbagliano? Come improntare il dibattito con gli altri costruttori di modelli a una sana
combinazione di rispetto e scetticismo? Come tagliar corto con il gioco <giusto/sbagliato> sulle opinioni dei nostri interlocutori, e come cominciare, semmai, a sviluppare test <giusto/sbagliato> per confrontare i nostri modelli con il mondo reale?

















  

mercoledì 16 ottobre 2013

Se fai la differenziata la TARES ti vien scontata

Finalmente un'altra buona notizia dall'amministrazione comunale del piccolo ma efficiente Comune di Mezzomerico (No). Mi è stata recapitata oggi la comunicazione relativa al Regolamento del Consiglio Comunale n.20 del 30.09.2013, articolo 21, che è prevista una   riduzione della parte variabile della tariffa per gli utenti che utilizzano sistemi di recupero della frazione organica. In poche parole se fai compostare gli avanzi della cucina in giardino, nell'apposita compostiera, è prevista una riduzione del 20% della TARES per uso esclusivo  e 10% per uso parziale.
Il compostaggio è una cosa semplicissima, richiede un piccolo spazio in giardino, circa un metro quadrato, non ci sono problemi di cattivi odori, se eseguito a regola d'arte, il comune deve sborsare una cifra inferiore per l'umido, il comune paga a peso il servizio di nettezza urbana quindi più peso = più tasse, circolano meno automezzi, il traffico è più scorrevole, si abbattono i gas di scarico diminuisce la CO2, ci guadagno in salute ed in portafoglio due volte: pago meno tasse e  a fine ciclo la compostiera produce ottimo fertilizzante da restituire nell'orto che non devo acquistare. Una buona pratica che è possibile fare anche in condominio, informatevi e... compostate gente, compostate...


sabato 5 ottobre 2013

...magari se lo dice la TV è "sempre più giusto"......



Venerdì 4 ottobre, ore 17.00: c’è ancora luce. Corro a casa faccio ancora in tempo a tagliare il prato con la falcia erba elettrica, l’ho riparata, la buttavano in discarica, progettata per rompersi, obsolescenza programmata. E’ stato semplice sostituire l’interruttore mal costruito con un semplice pulsante a peretta come quello che aveva mia nonna sulla testata del letto per la luce. La falcia erba ora funziona nuovamente, giocattolo elettrico preferito dal mio piccolo Tommaso. C’è ancora luce, non per vedere come muovermi nel prato, ma perché utilizzo direttamente sul posto l’energia elettrica prodotta dal mio impianto fotovoltaico. Si sta annuvolando il cielo, mentre canticchio Have You ever seen the Rain dei Creedence Clearwater e mi viene in mente invece chi oggi fa aumentare le precipitazioni, oggi siamo nell’antropocene.
Tutti i miei dubbi se installare il fotovoltaico sono scomparsi dopo che ho letto il libro “Prepariamoci” di Luca Mercalli… A proposito di Mercalli… Martedì prossimo a Novara terrà un dibattito su "il clima che sarà", ho letto la locandina della Fondazione Faraggiana. Devo comunicarlo a tutti quelli che conosco, magari stasera dopo cena provo a contattare anche il sig. Mercalli

Buona sera Sig. Mercalli,
mi chiamo Carlo Magnaghi, sono residente a Mezzomerico in provincia di Novara, ho avuto il suo indirizzo tramite il sig. C. B. del comune di Gargallo, dove lei, la scorsa primavera, ha tenuto un dibattito sul clima, forse come quello che terrà martedì 8 ottobre p.v. a Novara. Le chiedo imbarazzato, se e come posso fare per poterla invitare a discutere degli stessi argomenti anche a Mezzomerico, magari coinvolgendo anche le scuole. Non sono certamente abile comunicatore come lei, ma provo a diffondere attraverso il mio blog di come ci si dovrebbe "preparare" http://carlettom.blogspot.it/2013/04/decrescita-e-lavoro.html
Dopo aver letto la sua prima edizione di "Prepariamoci", ho installato 5kp fv sul tetto al posto di acquistare l'auto nuova, giro ancora con la vecchia Fiat Panda, e quella domenica a Gargallo quando si rivolgeva agli unici due bambini presenti in sala, ho capito la necessità di coinvolgere le scuole ed ho provato come consigliere nel consiglio di'istituto dove studia mia figlia, elementari di Oleggio, ma non c'è stato verso ne di proporre il progetto Cev promosso dal MIUR inerente al Patto dei Sindaci promosso dalla Comunità Europea, ne di intavolare un discorso sul risparmio energetico. Ho rassegnato le dimissioni da consigliere a scuola, credo che le sensazioni che ho provato siano state simili alle sue come ho letto nelle prefazione del libro Tempeste di Hansen, quando rientrava in aereo da Roma, sorvolando il Tirreno http://carlettom.blogspot.it/2013/05/sognare-dire-fare-costruire-cap-4.html
Sicuramente verrò ad ascoltarla martedì, mi riconoscerà: le chiederò ancora, come a Gargallo, se ha con sé una copia di "Le mucche non mangiano cemento".

Carlo Magnaghi "un metalmeccanico in rete" http://carlettom.blogspot.it/2013/06/cassa-integrazione_10.html

Tommaso sotto il tavolo sta usando le mie gambe come punta spilli mentre cerco di sostituire la cerniera lampo agli stivali di Giada, l’arte della decrescita, e mi chiedo: "chissà se il sig. Mercalli ha risposto alla mia mail?".  Pochi minuti dopo la sua risposta:

gentile Carlo,
grazie per il suo messaggio e la sua condivisione di vedute.
Sì, è difficile e scoraggiante predicare nel deserto, ma i suoi 5kWp di
fotovoltaico quelli ora sono una realtà e un piccolo cambiamento
concreto del mondo!
Volentieri vediamoci a Novara l'8 ottobre, ma si faccia vivo lei per
favore, magari dopo la conferenza, perché io non mi ricordo di tutte le
facce che vedo.
Per una conferenza nel suo comune: dico subito che è difficile, ho
troppe richieste...
Ma intanto, dica a sua figlia e agli altri studenti interessati di
seguire la mia breve lezione sul clima che farò domenica 6 ottobre alle
20,10 a Che tempo che fa.
Magari qualcuno si convince, che se lo dice la tv è sempre più giusto ...

a Novara dunque,
un saluto cordiale
luca mercalli

Comunicare è un’arte, come dice il direttore del quotidiano on-line BTB.oresette dove sono ospitati i mie post, spero di poter imparare sempre più da persone virtuose come il prof. Mercalli, che passano gran parte della loro vita a comunicare non a profetizzare.

Per la cerniera degli stivali la più grande soddisfazione sta nel provarci a ripararla, aumenta autostima, una perfetta decrescita felice, comprare o far riparare ad altri in cambio di denaro sono capaci tutti.

Non sono molto “istruito”, sono un operaio metalmeccanico, ma chissà cosa penserebbe Darwin della decrescita?

martedì 1 ottobre 2013

EvK2CNR Higt Summit Lecco 2013

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High Summit - le notizie della settimana

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Benvenuti alla Newsletter di High Summit, il grande evento scientifico internazionale che si svolgerà a Lecco dal 23 al 25 ottobre 2013.


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Per maggiori info guarda il sito www.highsummit.org
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High Summit (Lecco 23-24-25 ottobre) è la Conferenza internazionale su montagna e cambiamenti climatici, organizzata dal Comitato Ev-K2-CNR in collaborazione con Politecnico di Milano, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Camera di commercio e Comune di Lecco. Il Comitato Ev-K2-CNR, ente privato autonomo senza scopo di lucro, da oltre venticinque anni propone e realizza progetti di ricerca scientifica e tecnologica in alta quota, distinguendosi per la specificità e l'eccellenza dei risultati conseguiti nel panorama dell'indagine scientifica internazionale. Per maggiori informazioni  www.evk2cnr.org


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Comitato EVK2CNR © 2013



venerdì 6 settembre 2013

Tutti a scuola

Immanuel Kant

La redazione del quotidiano on-line BtB oresette mi sottopone un questionario:


1) E’ ancora valido il modello formativo dell’Italia?

2) Quale ruolo potrebbero avere gli Stati Generali dell’Università per ridiscutere il modello italiano?

3) Quali azioni di miglioramento possono compiere Rettori e Atenei per favorire il ricambio del modello formativo?

4) Quali semplici e pratiche decisioni potrebbero/dovrebbe prendere la politica nazionale per incoraggiare lo studio universitario? E la formazione post universitaria?

5) Quali sostegni (strutturali, sociali ed economici) sarebbero necessari per trasformare la ricerca accademica in innovazione per il territorio?

6) Come potrebbe essere strutturato l’apporto di energie economiche e didattiche private e internazionali a sostegno del settore formativo nazionale?

Sinceramente sono in "difficoltà" nel rispondere. Come sono solito sottolineare, specifico che sono stato istruito per svolgere  la funzione sociale da metalmeccanico, (ne ho fatto addirittura il titolo del mio blog!) quindi introdotto nel mondo lavorativo al più presto per poter anche contribuire, attraverso le tasse da lavoratore, al mantenimento della scuola pubblica. Posso scrivere solo per la  mia esperienza di vita: da un lato sono dispiaciuto se con le mie tasse si garantisce discreta istruzione fino a produrre menti eccellenti che purtroppo riescono a trovare lavoro piu' facilmente all'estero, dall'altro sono contento di potermi confrontare con coetanei, o persone poco più mature di me,  che  a volte  trovo cosi' sterili, e penso cinicamente tra me e me: beh, se all'università hanno avuto uno strappo di carta igienica in bagno è stato anche grazie alle mie tasse come lavoratore...

Oggi la scuola è di normalizzazione.

Oggi la scuola è in dematerializzazione, infatti, dal prossimo anno scolastico sarà introdotto il registro elettronico creando il panico tra gli italiani, che da sempre non sono pronti alle innovazioni. Sopratutto i genitori. Mi viene in mente il libro di Michel Serres "Non è un mondo per vecchi" (ne avevo già scritto in passato, Serres, ottuagenario, forse più conosciuto per il suo insegnamento presso la Stanford University, è un sostenitore del libero accesso alla conoscenza, in particolare di Wikipedia ).

Oggi insegnanti escono dal precariato a 64 anni, poco prima del pensionamento...

Oggi insegnare è forse più un'ambizione a trovare un posto di lavoro più che una vocazione, purtroppo la qualità si confronta con la competizione. Agli insegnanti poi che sono in continuo aggiornamento, quindi più preparati, non è riconosciuto il loro maggiore impegno.

Non ho ancora letto di Ivan Illich "descolarizzare la scocietà", anni 70, però mi sento meglio dopo aver visto l'ultimo film Disney "Moster university", anche Walt Disney era dislessico lo sapevate?

Credo fortemente che la scuola sia importante per contrastare l'ignoranza, non per promuovere chi "conosce" più nozioni. Giustamente come scriveva Eric Fromm, tutti dovremmo rifrequentare la scuola dai quarant'anni in poi, proprio per completare il percorso individuale di formazione, dopo le esperienze di vita vissuta, semplicemente si è più maturi.

Oggi manca l'etica a scuola, nel lavoro, nella politica, nella vita di tutti i giorni?

Credo anche che ci si dovrebbe soffermare di più a riflettere e dedicarsi all'insegnamento dell'etica; oggi questa parola suona un pochino obsoleta,  la parola a cui siamo assuefatti è "business as usual".

Il buon senso e l'etica, anche ai livelli più alti d’istruzione, non sempre la vince sul profitto: chissà se i piloti dei caccia bombardieri che stanno per decollare alla volta dei cieli siriani, utilizzeranno al meglio il loro più alto livello d’istruzione? Ingegneri che progettano strumenti di guerra, metalmeccanici specializzati che  li realizzano, piloti che volano e perseguono un obbiettivo escogitato da generali e approvato da capi di stato molto istruiti, chissà se si ricordano le più banali lezioni che si apprendono all'asilo? Non bisticciare, non litigare, condividere, sorridere, fare la pace, dai giochiamo tutti insieme che è meglio.
...
Non è che più ci si istruisce, più si perde di vista l'etica? No, è che è l'unico posto dove  la  si insegna e la si mette in pratica è la scuola materna, forse in rari casi anche alle scuole elementari.

giovedì 29 agosto 2013

Tingere con le erbe


TINGERE con le erbe

Laboratorio di tintura con le erbe della flora mediterranea e su varianti tintorie in altre culture

domenica 8 settembre 2013
Morrona di Terricciola (Pi)
Maestro tintore: Emilio Ortu Lieto*

Conosceremo le erbe tintorie della flora mediterranea.
Si potrà imparare a tingere con alcune delle piante tradizionalmente utilizzate per la tintura della lana, della seta e del lino.seta tintura

Si realizzerà, da portare a casa, una piccola cartella con schede dei campioni di filati tinti con le erbe utilizzate durante il laboratorio.
Utilizzeremo timbri e sistemi di tintura antica, tecnica rinascimentale indiana di tintura e stampa insieme e si parlerà di varianti e curiosità transculturali in Asia e Africa.

tintura07.jpg

Programma
- Conoscenza e socializzazione del gruppo e presentazione del laboratorio
- Riconoscimento e raccolta delle piante tintorie
- Introduzione teorica alla tintura con le erbe
- Preparazione delle piante ed erbe per il decotto
- Tintura
- Pranzo vegetariano
- Tintura e compilazione schede riassuntive
- Varianti e tecniche indiane, asiatiche ed africane

tintura decotto Emilio Ortu Lieto

Laureato in Psicologia di comunità ed in Scenografia e Costume all'Accademia di Belle Arti di Venezia. Oltre ad un lavoro ventennale di scenografo e costumista teatrale, con registi, costumisti, coreografi, scenografi di fama nazionale ed internazionale, ha offerto il suo contributo come coordinatore di laboratori di tinture e di elaborazione e sperimentatore nel costume teatrale in sartorie private e teatri lirici e di produzione cinematografich.

Ha insegnato in varie scuole di teatro, in corsi di formazione professionale, fra cui quelli dell'ASC (associazione scenografi e costumisti italiani), all'Università, etc. Ha ideato e allestito varie mostre di costume teatrale e cinematografico, per le quali ha vinto alcuni premi.

Ha studiato tinture naturali e tecniche di stampa in Gujarat, India, Marocco e Sardegna.

Informazioni ed iscrizioni e per curiosità

Gianna 349 4248355

info@1virgola618.it

sabato 10 agosto 2013

Pesce persico africano ai pomodorini

Che meraviglia al supermercato, trovare sempre una moltitudine profumata e fresca varietà di pescato, grazie alla incredibile velocità dei trasporti globalizzati posso acquistare ad un "giusto prezzo" un paio di filetti di pesce persico originario dal centr'africa e preparare , magari in Quaresima, un meraviglioso piatto vivace e colorato per tutti bambini...
 ricetta: 
- filetti pesce persico africano
- pomodorini datterini o cigliegino
- qualche cappero
- aglio, olio extravergine di oliva, sale, pepe
- farina per l'impanatura, prezzemolo
infarinate i filetti  e adagiateli in un tegame con l'olio, dove avete fatto appassire l'aglio, regolate di sale e pepe, aggiungete i  pomodorini, qualche cappero e dopo una decina di minuti, secondo lo spessore del filetto, quando ben dorati, servite  con una spolverata di prezzemolo fresco.
Da leccarsi i baffi...però..
Però...c'e sempre un però, soprattutto per la digestione, non per le calorie perchè dal punto di vista nutrizionale è ok, è la storia del filetto che non viene raccontata al bancone ghiacciato del supermercato, tanto meno nel prezzo alla cassa, sullo scontrino non si vede, la si vede solo attraverso gli occhi di Hubert Sauper con il suo documentario L'incubo di Darwin.
Articoli su questo film ne hanno scritti molti, non ricordo come sono arrivato a vedere il documentario, di certo non per via di qualche articolo sperduto nel Web. Adesso però quando vado al supermercato e vedo il cartellino pesce persico origine Africa, non posso fare a meno di ricordare i fotogrammi di alcuni bambini che si avvinghiano come cani randagi, ringhiandosi e mordendosi  a vicenda per accaparrarsi un pugno di riso. Il pesce è stato introdotto nel Lago Vittoria ed ha devastato l'ecosistema esistente, il pesce viene pescato in condizioni incredibili, eviscerato, sfilettato e imballato per i consumatori europei, le carcasse rimanenti, gli scarti, che da noi neanche per insaporire una zuppa li cucineremmo, rimangono alla popolazione locale piagata dall'HIV, la prostituzione per le donne, sono donne tutte dai 10 anni in poi, è d'obbligo, ciliegina sulla torta: gli aerei cargo che arrivano per procurarci il pregiato filetto atterrano in Africa, chissà come, carichi di ferraglia varia, tubi sottili ben imballati e lubrificati con manico di legno, dove all'interno scorrono palline di piombo, che colorano di grigio, perchè anche  agli Hutu e Tuzi piace tanto  giocare al SoftAir (gioco di guerra dinamico), come da noi!!, spararsi per divertimento, solo che non è tanto ludico in Africa.
Non guardatelo questo documentario, soprattutto se siete credenti, in alcune immagini dove viene predicata la venuta del Messia Salvatore, per la popolazione locale, che moltiplicherà pani e pesci per tutti, mi si sono arricciate le budella. Si potrebbe perdere la speranza.
Sinceramente a chi gioca al SoftAir, tutta la mia compassione, spero che riescano magari a coronare il loro sogno di poter giocare dinamicamente per davvero sulle rive del Lago Vittoria con le palline di piombo colorate di giallo verde rosso e di blu. Non di grigio, le palline di piombo grigio non sporcano, non sporcano.
Non mangio più pesce persico africano.
...strano ma vero: sono alcuni giorni che ho nella testa di scrivere questo post e la Rai che cosa propone domenica 18 agosto su Rai5 in prima serata? 

venerdì 2 agosto 2013

Il mercato del lavoro e i suoi conflitti

Venerdi' 2 Agosto, sono le 3.05 di mattina,
mi ritrovo qui davanti al computer a scrivere una mail che non so ancora a chi spedirò e se mai la spedirò, ma con la necessità di scrivere i miei pensieri e le mie emozioni.La mia vita sta cambiando, perchè dopo 23 anni passati nella routine di alzarsi al mattino, prepararsi ed andare al lavoro, aspettare il week end per rilassarsi, tra poco tempo tutto questo svanirà. Si tratta di alienazione da lavoro dipendente o di liberazione da ciò?
A volte ho pensato: "come sarebbe stato bello alzarsi al mattino, avere la tranquillità di non dover fare tutto di corsa, non sgridare i bambini perchè, per quel loro senso di lentezza naturale che hanno nel fare ciò che non gli piace, si è in ritardo". Tutto questo tra poco sarà possibile.
Eppure qualcosa mi mancherà, lo sento. Qualcosa manca per far quadrare il cerchio. 
Nella mia vita nessuno mi ha mai regalato ciò che ho conquistato, il tutto è sempre stato frutto di fatica, determinazione, vittoria sui momenti di sconforto e a volte anche un pizzico di pazzia. Ho sempre affrontato le sfide cercando di metterci il 100% di me stessa in tutto cio’ che facevo, da quelle piu’ semplici a quelle piu’ impegnative, ma questo non è bastato in una logica di mercato dove l’unico obbiettivo è il profitto.
“E adesso cosa farò?” Mi ritrovo a chiedermi alle 3.00 del mattino. Forse sarà un’altra grande sfida da affrontare e sicuramente quando il sole illuminerà di nuovo il cielo e le stelle andranno a dormire una risposta nascerà……cosi’ come è sempre stato e come sempre sarà.
Buona fortuna a tutti quelli che ho incontrato sul mio cammino.

Selina

lunedì 29 luglio 2013

I consigli di Paolo Crepet

Cinque consigli per i genitori

Credete nei vostri figli, sopratutto quando meno se lo meritano.

Se avete una buona opinione dei vostri figli, non aiutateli. Se la caveranno da soli.

Pretendere di educare oberati dai sensi di colpa è come voler spegnere
un incendio con una tanica di benzina.

Inorgoglite il loro talento, insuperbite la loro volontà: 
vi ringrazieranno quando sarete vecchi.

Investire sui figli non significa dare loro denaro, ma metterli
in condizione di seguire le loro passioni.



Cinque consigli per i giovani

Credete  più nella libertà che nel denaro. Il denaro da solo non rende autonomi.

L'università e il lavoro dei vostri sogni non li troverete mai sotto casa.

Riempite lo schermo del computer con le vostre idee,
non con quelle degli altri.

La diversità non è mai una scelta professionale né un mestiere, ma un auspicio.

La vita non è adesso, ma adesso dovete costruire il vostro futuro.


epilogo del  libro di Paolo Crepet
 L'autorità perduta, il coraggio che i figli ci chiedono
 Einaudi, stile libero extra 2011



martedì 23 luglio 2013

Esseri umani come me

Sono oramai 4 giorni che sono senza telefono cellulare, ho dimenticato di estrarlo dalla tasca della tutta blu dell'officina ed è finito in lavatrice. Non funziona più. Quattro giorni senza il telefono cellulare, pare incredibile  ma è successo. Sarà successo a tutti di essere nelle condizioni di cambiare telefono, con le offerte sempre più al ribasso delle compagnie telefoniche per accaparrarsi clienti, sempre allettanti, ultimi modelli touch screen, si è sempre più intenzionati a farlo.  Sono in difficoltà, ora che ho letto il "trittico sulla disumanità" - Niente, come si vive quando manca tutto, antropologia della povertà estrema   -  Bambini perduti,  quando i piccoli non hanno bisogno dei grandi: storie della parte migliore del genere umano   -  e l'ultimo  -Eliminazioni di massa, tattiche di controgenocidio -  di Alberto Salza,  sono turbato sull'acquisto di un nuovo telefonino. 

In Congo è in atto un genocidio undici milioni di morti,  le vittime sono soprattutto donne, civili Tutsi. Le donne subiscono lo stupro etnico di guerra perpetrato dagli Hutu, i bambini in Congo non vanno a scuola, vanno in miniera o a fare il bambino soldato, in Congo si estrae Coltan, columbite-tantalite per il nostro consumismo. Per il nostro intrattenimento. Ogni volta che premerò nuovamente sui tasti del mio prossimo telefono non potro' fare a meno di pensare, che ogni digitazione è una una goccia di sperma che viene introdotto con violenza  nella vulva di donne e bambine innocenti, è un macete che taglia crani a uomini, esseri umani come me,  ma senza telefono.

Alberto Salza sottolinea e suggerisce un principio etico minimo contro le eliminazioni  di massa :
 non avremo mai un mondo nobile attraverso mezzi ignobili.

domenica 14 luglio 2013

Notte bianca per gli F35



Questa notte, presso l'aeroporto militare di Cameri si è tenuta la manifestazione pacifica contro la prossima realizzazione dei famigerati  cacciabombardieri F35 sul territorio Novarese.   Impiego massiccio delle Forze dell'Ordine, forse esagerato, per contenere la manifestazione pacifica appunto. Oltre a manifestare contro tutte le guerre e lo sperpero di denaro pubblico è utile una riflessione portata da un partecipante:

 Cerchiamo di mantenere alta la pressione. La manifestazione di questa notte è stata bella, colorata e sonora. I partecipanti circa 500, lo schieramento di forze di polizia imponente. Per dare un’idea di cosa è e sarà questo territorio, tutta la zona intorno all'aeroporto è stata completamente isolata da posti di blocco, presenti anche nelle strade di campagna. Per uscire le auto venivano identificate. Tutti i manifestanti sono stati costantemente ripresi dalla digos. Diversi generatori hanno illuminato a giorno le possibili entrate da stradine verso l'aeroporto. Allertate celerini, digos, carabinieri, forestale e croce rossa. Quelli visibili.
E' questo quello che ci attenderà? E' questo il modo in cui saranno spesi 15 miliardi di euro? Per fare un raffronto: la costruzione di un ospedale da zero costa intorno ai 200 milioni di euro. Rapido conto, con questi soldi si potrebbero costruire settantacinque ospedali, oppure ammodernare tutti quelli esistenti, oppure ...
Ciao Mirco 

... oppure, aggiungo io, più fondi per l'istruzione pubblica (non privata) e per le piccole medie imprese, la ricerca in genere, oppure...
 Aggiungete voi il vostro commento.


giovedì 11 luglio 2013

L'indifferenza fa la differenza

Nel 1975 Lester Brown, quando io avevo un anno , pubblicò "Di solo pane"  dove esprimeva:   la problematica mondiale esaminata nella prospettiva dell'ultimo quarto di secolo presenta problemi inquietanti e globali: l'aumento della popolazione, la penuria di cibo, la crisi energetica, la degradazione dell'ambiente, la proliferazione degli armamenti, il possibile esaurimento di materie prime non rinnovabili. 
Tra premi nobel , scienziati, economisti , sociologi e saggisti  sono più di una dozzina i libri che ho letto  sulle tematiche ambientali, oggi, faccio una comparazione, dopo quasi quarant'anni da "Di solo pane", e  leggo l'ultimo libro  di  Lester Brown ,dal titolo "Piano B 4.0" :  quasi ogni giorno sentiamo parlare di cambiamenti climatici, di esaurimento del petrolio, di sovrasfruttamento delle risorse... E quasi ogni giorno ci dimentichiamo di queste notizie, convinti che non ci riguardano, e che tanto tutto si aggiusterà. Lester Brown, invece, arriva a darci due notizie, una cattiva e l'altra, per fortuna, buona. Quella cattiva è che noi mangiamo quello che la Terra produce: riscaldamento globale, picco del petrolio e impoverimento dei suoli e delle riserve ittiche vanno a colpire proprio la capacità del nostro pianeta di produrre cibo. La buona notizia è  invece che il modo per evitare di finire in una gigantesca trappola alimentare c'è. Si chiama Piano B, e ci dice cosa fare e perchè.



Oltre a modificare il mio stile di vita, non so  cos'altro fare se non che parlare di quello che potrebbe essere il futuro secondo le previsioni scientifiche odierne. Ho già provato a discuterne nei precedenti Consiglio di Istituto ma le mie domande inerenti alla riduzione di CO2 attraverso i programmi europei e ministeriali, con il progetto per le scuole CEV e il  "Patto dei Sindaci" promosso dalla Comunità Europea, non sono  state prese nella giusta considerazione.
Sono fortemente turbato per l'indifferenza della società in cui vivo (che è causa, per lo stile di vita che conduciamo tra l'altro, dei problemi sopra citati) della  poca comprensione delle dimensioni dei problemi globali.
Nell'ambiente metalmeccanico dove lavoro, tra i conoscenti, amici e parenti, sono spesso oggetto di derisione o di scherno perchè non si ritiene possibile l'esistenza dei problemi descritti.
Ho delle responsabilità nei confronti dei miei figli, non saprei cosa rispondere loro, un giorno se dovessero domandarmi << papà! ma tu eri al corrente di tutti questi problemi di cui oggi noi paghiamo le conseguenze, e non hai fatto nulla?!!>>, non posso sottrarmi alle mie responsabilità come padre.  Sapere aude ma  mi  ha fregato, il sapere.

L'indifferenza fa la differenza.
Non credo nel modo più assoluto che sia al di fuori della mia/nostra portata o che non se ne debba parlare a scuola.
Gli alunni devono sapere, perchè anche con le loro piccole competenze riuscirebbero a capire se spiegato con semplicità, peer education, diversamente perchè il MIUR promuove, coinvolge e premia i migliori progetti che vengono elaborati  tanto dalle elementari quanto dalle università, volti a trovare soluzioni , per esempio, sul risparmio energetico? Il Movimento 5 Stelle è l'unico oggi in parlamento che parla di programmare un piano energetico per il futuro volto al risparmio energetico, (difatti abbraccia  l'ideale della decrescita, chi lo sa? che anche loro abbiano letto Lester Brown?) tra le altre cose,  la "grande coalizione" non ha tempo e voglia di  dialogare...

Faccio un esempio figurato, sono dislessico e mi riesce meglio con le immagini che con le parole:  in una piscina piena d'acqua, circolare, del tipo per bambini ad anelli gonfiabili, se dovessi forare con uno spillo gli anelli che sono la struttura portante della piscina, che cosa succederà all'acqua contenuta quando la piscina si sarà sgonfiata? Sono convinto che anche un bambino delle elementari riuscirebbe ed escogitare un modo per tamponare la fuoriuscita di aria dagli anelli di gomma,  capirebbe subito che non potrebbe fare più il bagno e divertirsi. Sono convinto che proverebbe anche a metterci un dito sul forellino sbuffante, ed è quello che sto cercando di fare io. Noi tutti abbiamo il dovere di metterci una pezza. Invito tutti alla lettura del libro Piano B 4.0 di Lester Brown disponibile in condivisione gratuita in rete, il capitolo primo  è già molto esaustivo:

http://www.indipendenzaenergetica.it/index.php?option=com_content&view=category&id=51&Itemid=64

Mi piacerebbe fosse sulle cattedre di tutte le scuole, ma io non posso intromettermi nella didattica scolastica, non mi compete ma mi interessa, e spero che ciò avvenga.
 Siamo tutti dentro una piccola piscina ad anelli gonfiabili, ognuno di noi ha uno spillo in una mano ed una pezza nell'altra mano, voi quale utilizzereste?
Il caso non esiste, esistono causa ed effetto.
Oggi Squinzi, il Presidente di Confindustria, mi è parso un pochino preoccupato all'assemblea dei costruttori edili (Ance), chissà se migliorare l'efficienza energetica delle abitazioni rilancerebbe l'economia? 
Sul sito del Movimento per la Decrescita Felice , MDF si trova scritto: Secondo il Ministero dello sviluppo economico la costruzione del TAV costerà 8 miliardi e 200 milioni di euro (dati sottostimati almeno della metà) e darà lavoro a 6000 occupati: 2000 diretti e 4000 indiretti, pari a 0,73 occupati per milione investito. Secondo il quotidiano della Confindustria, 1 milione di euro investito nelle fonti rinnovabili crea da 3 a 4 posti di lavoro, mentre in progetti di efficienza energetica ne genera 13. Il sole 24 ore, 13 febbraio 2012. 
Chissà, se la neosenatrice che oggi siede al Senato nelle file del PD, ieri nel Consiglio di Istituto, condividerà mai questo post?
Oggi chi viene a trovarmi a casa mi domanda stupito << ma che bel fresco c'è qui , hai acceso l'aria condizionata?>> rispondo io orgoglioso << No, è che ho coibentato bene casa puntando sul risparmio energetico!>> poi sicuro, aggiungo <<vieni a trovarmi anche quest'inverno, che ti faccio sentire come si sta al caldo con soli 20 kg di legna nella mia stufa...>>

mercoledì 10 luglio 2013

Quanto manca alla pensione?



...ma no, dai... si fa per scherzare... Lavorare è bello e fa bene a tutti... 
vai avanti.
e poi, il  cuore finché batte, lavora...
 è soltanto un gioco di parole...
... e poi la pensione è un'altra "invenzione" della civiltà industriale, mica esiste dappertutto!
...e' solo una battuta che fanno gli ultra cinquantenni che lavorano ancora in fonderia, nelle acciaierie, che asfaltano le strade, sui tetti a posar tegole, i cottimisti tutti, le tessitrici, i conciatori di pelli, i metalmeccanici,  le impiegate,
insomma:
 un po' tutti i lavoratori dipendenti in genere,
 naturalmente politici  esclusi.





giovedì 4 luglio 2013

L'uomo che pianta alberi, a Mezzomerico.

Tullio Zenone, ha cambiato il modo di fare agricoltura, qui a Mezzomerico.
Non sfrutta la terra, pianta alberi, dappertutto! Anche sui muri riesce a farli crescere, in verticale!
Solo Tullio poteva regalarmi Verde Brillante, sensibilità e intelligenza del mondo vegetale, libro di Stefano Mancuso e Alessandra Viola, che raccontano di una verità che non può più essere stretta fra i denti: il regno vegetale è il vero dominatore della Terra e noi ne siamo subordinati.
Intelligenza, cuore, straordinarie capacità di adattamento, capacità comunicative e sociali, astuzia, architettura ed ingegneria non sono  prerogative solamente umane, le piante dimostrano chiaramente che sono più “vive” di noi e che sono gli esseri viventi più importanti sul “nostro” Pianeta Verde, noi lo facciamo un po’ più nero!
Tullio non può far nient’altro che esibire la sua arte con i suoi allestimenti “vivi”, sotto tutti i punti di vista. Sulla Terra noi esseri umani rappresentiamo solo lo 0.3% degli esseri viventi, conosciamo una “manciata” di foglie e radici sulle quali basiamo l’intera farmacopea mondiale, illudendoci di essere noi i padroni dell’ambiente in cui viviamo. Anche la biomassa  di tutte le piccole formiche operose supera la biomassa dell’uomo, coincidenze? No. Siamo una biomassa aggrappata al suolo per mezzo della gravità e quando arriveremo al culmine con le nostre follie, ci estingueremo. Finalmente arriveremo al Nirvana. Trasformandoci in buon compost. Il Pianeta Verde potrà finalmente suggerci per continuare il suo incredibile lavoro di vita e di morte, in equilibrio con l’universo.
“Verde brillante”!! Questa non è una recensione al libro, ma mi ha fatto aggiungere un tassello sull’evoluzione della specie: siamo semplice (o complesso) fertilizzante.

Ora ho chiaro il disegno cosmico: la popolazione umana aumenta esponenzialmente perché le piante offrono questa possibilità, quando saremo in troppi per (con)dividere i preziosi doni vegetali, collasseremo così che le piante potranno banchettare senza fretta,  quest’ultime congratulandosi reciprocamente per aver portato a termine lo stratagemma alimentare, il loro verde obbiettivo, si nutriranno di noi.
Ilarità a parte bisognerebbe fare come Tullio: piantare e avere cura del Mondo Vegetale, da farne un culto!

Piantate alberi alla mia morte, è un’opera di bene, perché dal concime nascono i fiori, dai diamanti non nasce niente.

mercoledì 3 luglio 2013

Snowden


Non  voglio, spero, diventare un numero aggiunto come contatto nella comunicazione virtuale che esiste, il mondo virtuale è una realtà, ma quando spengo il computer e viene a mancare l'energia elettrica dietro lo schermo buio, vedo solo uno spazio di aria vuota e ferma. La bocca mi rimane un po' amara. Spariscono tutti: giornali, boiate, musica, blog, violenza, Snowden, video, cartoni animati, bullismo, videogiochi, serie TV, pornodivi viagrizzati, politici, sport, relazioni, e-mail, chat. Spariscono tutti, e allora?... esistono o no le immagini e le parole? I fatti? Se spengo, non esiste più niente, diventano impermanenti?
Quello che mi manca sono la sincerità nei rapporti, che in rete, a mio modo di vedere, si distinguono molto spesso, in superficialità. Accadono cose strane per qualcuno, normali per altre persone, la velocità dei rapporti e la loro odierna semplicità mi turbano, è un po' come riconoscere qualcuno mentre si guida l'auto, ci si saluta sfrecciando e si racconta in quell'istante tutto quello che basta con un cenno degli occhi, troppo veloce troppo lento? Chi ha ragione? Lo so è un po' come voler fermare la rotazione della terra, utopia? Pazzia molto probabilmente, ma in rete sono più le boiate che girano che le cose serie, perchè? Perchè il cervello umano non ha anticorpi per le boiate? Ma era così anche prima di tuffarsi in rete? Ho letto "La scimmia nuda" di Desmond  Morris, studio zoologico sull'animale Uomo, allora tutto torna: l'uomo rimane essenzialmente un primate, una scimmia in crisi, che segue nella vita sessuale sociale i modelli di comportamento fissati dai suoi antenati scimmioni cacciatori; siamo una scimmia in crisi! (traduzione di Marisa Bergami, Tascabili Bompiani )
  Se per qualsiasi motivo ci si stacca dalla rete, ci si accorge di quanto, oramai esiste, (dipendenza patologica) ma non si può toccare. Sarà la nuova tossicodipendenza con cui si potranno controllare le masse? E' un'altra piattaforma ed io sono già obsoleto nei confronti di chi in rete H24, vive e lavora con la rete, sarà che sono abituato a produrre qualcosa di tangibile con il mio lavoro manuale, deformazione professionale, ma mi sembra così artificioso... "eppur si muove".


Da leggere:
Non è un mondo per vecchi. Perché i ragazzi rivoluzionano il sapere
di Serres Michel
 pubblicato da Bollati Boringhieri 

sabato 29 giugno 2013

Punto e a capo


Sperando vi interessi ecco la presentazione della scuola estiva che si terrà dal 23 al 27 luglio presso al Certosa di Avigliana (TO) e il cui tema è: Cibo, energia, mobilità, lavoro: modelli e sperimentazioni per una società diversa, sostenibile e resiliente.
                                        
Un mondo sovraffollato, una crisi economica strutturale, una crisi culturale e di valori, una crisi ambientale e delle risorse. Per non essere sopraffatti dobbiamo cambiare i nostri obiettivi, le nostre strategie, la nostra quotidianità - sia come individui che come collettività - e progettare insieme un futuro che sostituisca all’opulenza fragile e diseguale dell’oggi una sobrietà equa e sostenibile per tutti.

Il corso è dedicato alla riflessione sulla dimensione sistemica – ambientale, economica e sociale - della crisi e sulla necessità di utilizzare un approccio di complessità per capirla e ragionare sui possibili processi di resilienza. In particolare verrà approfondito il tema della necessaria transizione nei consumi (e nella produzione) per quanto riguarda il cibo, l’energia e la mobilità, gli aspetti fondamentali intorno a cui si articolano non solo le grandi dinamiche globali ma la nostra stessa quotidianità.

La Scuola dura quattro giorni, e sarà strutturata tra interventi di esperti, gruppi di approfondimento e confronto tra i partecipanti e dibattiti con chi, già oggi, sta sperimentando nuove prassi sociali, partecipate e attente ai territori.

Il programma

Lunedì 22 luglio
Tardo pomeriggio: arrivi

Martedì 23 luglio
Introduzione alla Scuola: Lucia Bianco, Dalma Domeneghini, Dario Padovan
La dimensione sistemica della crisi e la genesi di molteplici forme di resilienza.
Intervengono Luca Mercalli, Mauro Bonaiuti, Sergio Scamuzzi, Mario Salomone, Roberto Burlando

Mercoledì 24 luglio
(mattino): Mangiare: sistemi agroecologici per un cibo buono, sicuro e sostenibile.
Gianni Tamino, Egidio Dansero, Cristiana Peano
(pomeriggio): Produrre e consumare: Economie locali e solidali. Reti di produzione e consumo per i territori
Intervengono: Juan Saavedra, Andrea Saroldi, Etinomia, Matteo Puttilli.

Giovedì 25 luglio
(mattino): Muoversi: scenari alternativi e sostenibili della mobilità per la città e il territorio
Luca Davico, Luca Staricco
(pomeriggio): Lavorare: la produzione di beni e servizi per la transizione ambientale
Paolo Cacciari, Adriana Luciano, Andrea Maniscalco, Monica De Martini

Venerdì 26 luglio
Consumare: la transizione energetica come processo multidimensionale: il ruolo delle istituzioni, dei cittadini consumatori e dei sistemi socio-tecnici.
Dario Padovan, Fiorenzo Martini, Aldo Blandino, Osman Arrobbio, Roberto Cavallo

Sabato 27 luglio
Gita collettiva alla scoperta del territorio, in particolare alla storica Sacra di San Michele. Partenze nel pomeriggio.

I promotori
Università della strada del Gruppo Abele, Città di Avigliana, Associazione per la Decrescita, Cattedra Unesco per lo sviluppo sostenibile e il management del territorio – Universit di Torino, Dipartimento Culture, Politica e Società, Istituto per l'Ambiente e l'Educazione Scholé Futuro Onlus.

La sede della scuola: la Certosa 1515
A mezza costa sulla montagna che porta alla Sacra di san Michele, in Val di Susa, sorge il Convento di san Francesco, conosciuto dai più come Certosa. Una stupenda costruzione immersa nel bosco, per secoli luogo di riflessione, di silenzio, di preghiera. Fu il beato Tommaso Illirico nel 1515 ad avviarne la costruzione, grazie a un lascito della famiglia aviglianese dei Berta. L’Illirico, frate francescano osservante era predicatore di gran prestigio morale e spirituale, che nell’inquieta realtà dei movimenti religiosi di inizio XVI secolo predicava il ritorno della Chiesa alla povertà evangelica e alla sobrietà dei costumi. Nel corso dei secoli la Certosa ebbe diverse destinazioni. Negli anni ’90 del XX secolo la comunità di monache certosine che l’abitava si orientò a lasciare questo bene. Fu allora che la Certosa incrociò il cammino del Gruppo Abele, che si attivò per l’acquisto e il restauro affinché rimanesse luogo fedele alla sua storia.

Dopo un intenso lavoro di ristrutturazione l’antico convento, oggi di proprietà della REAM SGR* di Torino è gestito dall’Ass. Certosa 1515, una delle tante realtà promosse dal Gruppo Abele per essere restituito pienamente al suo obiettivo: quello di diventare un luogo del “noi”, del bene comune e condiviso. Uno spazio per far incontrare la terra e il cielo, la ricerca spirituale e l’impegno sociale.
La scuola si tiene alla Certosa 1515 Via Sacra di San Michele, 51 Avigliana Torino

Costi
50 euro iscrizione all’iniziativa - 150 euro pensione completa per i giorni del corso - 20 euro per la gita del sabato e il pranzo
Per informazioni e iscrizioni: Università della Strada tel 011 3841073

universtrada@gruppoabele.org - www.gruppoabele.org

Dalma Domeneghini
C.so Vittorio Emanuele 166 10138 Torino
tel 011 3835248 - cell 3286250095
dalma@cooperativaisola.org