mercoledì 10 settembre 2014

Proposta di legge: Divulgazione scientifica rapporti IPCC obbligatoria per legge come materia scolastica



L'economia è una sotto branchia dell'ambiente naturale in cui viviamo,  la conoscenza,  la cultura e la divulgazione scientifica attraverso l'istruzione, dovrebbero essere la punta di diamante di uno stato democratico pacifico e lungimirante. Se non si comprendono le reali necessità  e l'importanza di una divulgazione scientifica dei rapporti dell'IPCC (Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico) per poi intraprendere azioni concrete per la mitigazione antropogenica del clima, faremo la fine degli abitanti dell'Isola di Pasqua.
La comunità scientifica non ha quasi più dubbi:   è “estremamente probabile” (probabilità al 95-100%) che  le generazioni future subiranno conseguenze inimmaginabili dal punto di vista ambientale, sociale, culturale,  politico ed  economico e la pace fra nazioni potrebbe essere compromessa fino ad un collasso della qualità della vita a livello mondiale. Se le indicazioni politiche ed  economiche fornite con assoluta convergenza da parte delle 195 Nazioni della Terra non saranno materia di studio scolastico obbligatoria, che senso ha  la salvaguardia della biodiversità, la promozione delle fonti energetiche  rinnovabili, la riduzione dei rifiuti, la mobilità sostenibile, il riciclo ed il riuso, la riduzioni degli sprechi, l'efficienza energetica, stop al consumo del suolo, e via dicendo verso la sostenibilità e la ridistribuzione delle risorse delle materie prime che non sono illimitate?
Se le nuove generazioni subiranno le sopracitate conseguenze, è chi decide ora che dovrebbe disporre come materia di studio gli elaborati IPCC, cio' fornirà la giusta motivazione per mitigare gli effetti negativi, evitando il ritardo nella risposta agli adattamenti estremi che saranno a quel punto irreversibili. Chi non conosce la storia ripete la storia, bene allora proponiamo a tutti una nuova materia scolastica, che forse ci aiuterà a non perseverare negli errori, negli sprechi e nelle devastazioni e conflitti bellici.

L'Intergovernmental Panel on Climate Change , IPCC è il foro scientifico formato nel 1988 da due organismi delle Nazioni Unite, l'Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) ed il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UNEP) allo scopo di studiare il riscaldamento globale.
 I "rapporti di valutazione" periodicamente diffusi dall'IPCC sono alla base di accordi mondiali quali la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e il Protocollo di Kyōto che l'attua.

L'attività principale dell'IPCC è la preparazione a intervalli regolari di valutazioni esaustive e aggiornate delle informazioni scientifiche, tecniche e socio-economiche rilevanti per la comprensione dei mutamenti climatici indotti dall'uomo, degli impatti potenziali dei mutamenti climatici e delle alternative di mitigazione e adattamento disponibili per le politiche pubbliche.

Il 12 ottobre 2007 l'organizzazione ha vinto il Premio Nobel per la pace per l'impegno nel diffondere la conoscenza sui cambiamenti climatici dovuti al riscaldamento globale.

In collaborazione con l'IPCC il  Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP)
tiene sotto controllo le variazioni climatiche ed insieme ad altri partnership, si impegna a rallentare questi processi rapidi che compromettono il benessere pubblico, poiché il malessere dell’ecosistema porta svantaggi economici, ambientali e sociali.
 Fanno parte dell’organizzazione gli Stati europei i quali propongono soluzioni efficienti per evitare che i problemi ambientali diventino irrecuperabili e promuovano attività che contribuiscano alla sostenibilità ambientale a livello internazionale.

L’UNEP affronta come tema principale quello dei cambiamenti climatici, utilizzando metodi collettivi indirizzati allo sviluppo e opera con lo scopo di salvaguardare il futuro della società mondiale.

La concentrazione di biossido di carbonio misurata all'Osservatorio Manua Loa,  Hawai, ha superato  400 ppm parti per milione, mai così alta da 3 milioni di anni. Il nostro consumismo è la causa di tutto ciò, quando avremo consumato tutto, non rimarrà nulla per le nuove generazioni.

Di seguito , a cura della Società Meteorologica Italiana, SMI, organizzazione non lucrativa di utilità sociale per lo studio e la divulgazione di meteorologia, climatologia e glaciologia, fondata nel 1865, non chè aderente alla EMS Euroepan Meteorologica Society, il sunto del Quinto ed ultimo rapporto dell'IPCC,